I ritratti di Fuori dall'ombra

In apparenza lontano dalla ritrattistica tradizionale che pone il viso come elemento predominante dell’immagine il mio sguardo si è soffermato sul linguaggio dell’intero corpo femminile.
Chiaroscuro a forte contrasto in una serie di immagini a raffigurare l’intero corpo del soggetto dove in ogni singolo scatto le mani sono protagoniste a rafforzare il pensiero della modella di turno in una atmosfera intima e di fiducia tra ritrattista e ritrattato.
Testa, busto e bacino vengono immortalati separatamente in istanti diversi, quasi a dilatare il tempo che nel classico ritratto è caratterizzato dall’istantaneità del gesto. Mente, cuore, pancia, elementi che secondo la moderna medicina sono dotati di “intelligenza” separata e che in sincronia portano quell’armonia necessaria per il benessere psicofisico dell’individuo.
Da cosa nasce questa esigenza di riproporre ritratti di donna?
Da una parte la donna è da sempre stata Musa ispiratrice per tantissimi artisti e spesso nei miei ritratti cado anch’io in questo vortice estetico e fascinoso ma diversa è la storia del percorso che mi ha portato ad occuparmi della donna di ogni giorno.
Dalla casalinga all’ingegnera, dalla manager alla poetessa, dalla fotomodella alla casalinga senza distinzioni di età e provenienza. Uno spaccato di società del XXI secolo così come è il mondo che ci appare appena usciti dal nostro nido.
Una esperienza umana indimenticabile che nonostante le disparità oggettive riscontrate lasciano in me uno spiraglio di speranza.
Una esperienza che mi ha fatto riflettere e dovrebbe portare tutto il genere maschile a chiedersi il perché la maggior parte delle persone fotografate fossero libere da vincoli di coppia.
Forse perché il problema principale della donna è proprio l’uomo che tende a tarparle le ali?

BUIO A OLTRANZA.
Convivenza di una luce contro
il riflesso di un’altra luce.
Se fossimo riusciti a sommarle,
la Supernova sarebbe casa.
BUIO. BUIO.Uscire.
Rientrare.
Uscire.
Rientrare.
La luce non è stata mai nominata nel sesso maschile.
Riusciamo a contare le ore di sonno,
perché quelle di veglia sono inesistenti.
Finta azione di ripristino.
BUIO.

Se giri gli occhi con cui ti sto inquadrando,
puoi trovare anche tu il tuo buio.
E’ intorno,
è plasma di risacca negli incavi dei seni,
è la fretta di un destino,
è la frutta non mangiata dopo i pasti,
è la certezza di un orario di un programma televisivo,
è l’abitudine di una confezione di una scatola di spaghetti cottura al dente 10 minuti,
è l’abisso in superficie di una pozzanghera,
è il ritornello sulla bocca di tutti.
Attesa.
Focale.
Quando decidi di tornarti a guardare.

LUCE.
Se giri gli occhi con cui ti sto inquadrando,
puoi trovare anche tu il tuo buio.
E’ intorno,
è plasma di risacca negli incavi dei seni,
è la fretta di un destino,
è la frutta non mangiata dopo i pasti,
è la certezza di un orario di un programma televisivo,
è l’abitudine di una confezione di una scatola di spaghetti cottura al dente 10 minuti,
è l’abisso in superficie di una pozzanghera,
è il ritornello sulla bocca di tutti.
Attesa.
Focale.
Quando decidi di tornarti a guardare.
LUCE.

(Barbara Giuliani)

Eliana

Maria

Roberta

Claudia

Chiara

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: