Le Donne Fuori dall’ombra 
178 Veronica
(ritratto 2022) 
Dettaglio e intervista

Veronica

Mi chiamo Veronica,
sono una ragazza di 21 anni nata ad Ascoli Piceno, una città di provincia nelle Marche.
Ho frequentato il liceo artistico e mi sono diplomata successivamente, nel 2020, nel settore multimediale.
Dopo la scuola sapevo già di essere un’ artista, mi ero affacciata a quel mondo sin da bambina, ma avevo bisogno di capire esattamente che direzione avrebbe preso la mia passione.
Così ho deciso di andare a lavorare e nel frattempo avrei progettato un piano per il futuro.
Ho svolto lavori come commessa, cameriera e poi in pizzeria.
Mentre lavoravo mi dedicavo ai miei progetti, ho iniziato a chiamare persone per fotografarle con abiti costruiti da me, trucchi e acconciature eccentriche, insomma ho iniziato a capire che il mio mondo era quello della comunicazione e dell’immagine.
Poi quasi per gioco ho provato a posare la prima volta utilizzando una delle mie creazioni .
Pensare che fino a qualche mese prima non riuscivo neppure a guardarmi in foto.
Credo che il bullismo e le critiche subite in giovane età mi abbiano portato  a percepire me stessa in maniera distorta.
Ad un certo punto mi sono accorta di non essere più quella ragazzina bullizzata e sono uscita fuori dal guscio.
“Il bruco sta diventando farfalla”.
Piano piano ho iniziato a prendere sempre più consapevolezza di me comunicando in diversi modi, con il corpo, l’estetica, la pittura, la scrittura ecc…
Un’altra mia passione è la musica che accompagna ogni mia idea.
Ad un certo punto mi sono chiesta:
“Veronica ma perché fai arte?”.
La sensazione di essere diversa, avere una natura ribelle, sentirsi soli anche in mezzo alla gente, essere in conflitto con sé stessi,
essere fraintesi, non essere stati visti.
Questi sono gli ingredienti che mi hanno spinto a cercare un modo alternativo per comunicare con le persone.
Quello che la psicologia definisce “disregolazione emotiva” , l’incapacità di organizzare le proprie emozioni e di viverle serenamente.
“Così le ho impresse nella mia arte”.
Poi sono arrivate le esperienze più dolorose, quelle che mi hanno permesso di scavare più a fondo.
La violenza fisica e psicologica vissuta in giovane età cambia per sempre la visione di te stesso e del mondo circostante.
C’è una frase di un libro a me molto caro che recita: “Che cosa accade in noi quando un amore ci trasforma? Ci violenta, ci intossica poco a poco come un veleno?”
“L’amore malato si cura con più amore”.
Per sé stessi aggiungerei.

Oggi mi guardo e so che davanti a me c’è ancora tanta strada da percorrere.
Ma so anche che se attraversi una tempesta, poi non cerchi più nessun ombrello.
La pioggia te la prendi, perché niente può fermarti o farti paura.
È morire non avendo vissuto a pieno ciò che mi spaventa.